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Acido Ialuronico

Nessun medico o chirurgo plastico potrebbe più fare a meno delle “punturine” di acido ialuronico, una vera e propria fontana di eterna giovinezza. Dai trattamenti di biorivitalizzazione che danno al volto la luminosità delle dive da red carpet, alle formulazioni più “dense” che modellano gli zigomi e ridefiniscono i contorni del viso, l’acido ialuronico è un must assoluto. Anche per togliere la patina degli anni da un décolleté un po’ spento, da una mano un po’ smagrita e, perché no, da un lobo poco turgido. Senza dimenticare poi, la sua applicazione più gettonata: le labbra alla Scarlett Johansson. Ma è nelle applicazioni cliniche che l’acido ialuronico sta ottenendo grandi successi. Vediamole.

Oculistica: Dalle lacrime artificiali, utilizzate come coadiuvante del trattamento della sindrome di Sjögren (la sindrome dell’occhio secco), alle soluzioni visco-elastiche iniettate nel bulbo oculare nel corso della chirurgia della cataratta o trapianto di cornea, che rimpiazzano le perdite di umor vitreo, l’acido ialuronico è molto utilizzato in questo campo. L’Fda (ente regolatorio negli Usa) ne ha approvato l’uso anche negli interventi di riparazione del distacco di retina e per altri danni oculari.

Otorinolaringoiatria: L’acido ialuronico viene utilizzato in chirurgia otorino, per riparare timpani perforati (timpano plastica).

Ortopedia e reumatologia: L’artrosi degenerativa del ginocchio colpisce una persona su 3 sopra i 65 anni, creando grandi sofferenze. Tra i farmaci anti-dolorifici e il ricorso all’intervento di protesizzazione del ginocchio, c’è una soluzione intermedia, rappresentata dalle iniezioni intrarticolari di acido ialuronico. Le cartilagini che rivestono le articolazioni, sono naturalmente protette dall’usura grazie alla presenza di fluido sinoviale. In presenza di artrosi e di altre patologie osteoarticolari, il fluido sinoviale perde le sue caratteristiche; in particolare si riduce e si altera la sintesi di acido ialuronico, prodotto dalle cellule sinoviali. Questo fornisce il razionale alla “viscosupplementazione”, cioè ai cicli di iniezioni di acido ialuronico all’interno delle articolazioni. Una revisione di Rodriguez-Merchan dei lavori pubblicati fino scorso anno, ha dimostrato che un ciclo di 3-5 iniezioni intrarticolari settimanali di acido ialuronico è in grado di ridurre il dolore articolare da 5 a 13 settimane (ma in alcuni casi anche per un anno); un successo se paragonato alle iniezioni di corticosteroidi, che hanno invece un effetto modesto e di scarsa durabilità (2-3 settimane). Le iniezioni intrarticolari di acido ialuronico sono approvate sia negli Stati Uniti che in Europa ed hanno l’endorsement di importanti società scientifiche, quali l’Eular (European League Against Rheumatism) e l’Oarsi (OsteoArthritis Research Society International).

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